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Note storiche

Parte seconda


La citazione di quel discorso, nel quale si parlava di documenti che ritenevo ormai scomparsi, trovò un'eco insperata. Infatti a un anno di distanza la signora Eva Rezzonico, vedova del Farmacista Ampellio Rezzonico, mi consegnò un documento di notevole importanza per la conoscenza delle vicende modeste, ma non per questo meno importanti, alle quali il dott. Fratecolla aveva alluso: si trattava dei verbali e degli statuti dell'accademia degli illustri filarmonici e filodrammatici di Bellinzona. Un documento che conservo nei miei archivi e che la signora Eva Rezzonico, ora defunta, mi raccomandò di custodire personalmente, perchè glielo aveva consegnato suo nonno, il dottor Casimiro Fratecolla.

Da quel documento sappiamo però che la prima società musicale sorta a Bellinzona, e dalla quale trae origine la nostra Civica venne fondata, nel lontano 1785, da uno sparuto gruppo di patrizi bellinzonesi; ma le vicende di quegli anni tormentati della storia europea, la rivoluzione francese, l'indipendenza del Ticino, tutti quei fatti, divenuti per noi fondamentali per una perfetta intelligenza dell'evoluzione del nostro paese, nemmeno affiorano da quelle cronache.
E ciò potrebbe apparire strano se non si ponesse mente alla peculiarità del documento e soprattutto alla preoccupazione dei suoi estensori di mettere nero su bianco i fatti salienti per l'accademia, irrilevanti essendo, per essa, le notizie riguardanti avvenimenti di risonanza internazionale, perchè esse erano diffuse nel nostro paese a mesi di distanza, cosicchè perdevano, quelle notizie, l'immediatezza che esse avrebbero potuto avere se fossero state comunicate per radio o per televisione.
E quando le si conoscevano nemmeno valeva la pena che le si trascrivessero sul verbale di una associazione (l'accademia) che aveva altri interessi cui dedicarsi. Dal libro dei verbali conosciamo la data esatta della fondazione dell'illustre accademia: 27 febbraio 1785; e la parte introduttiva del suo statuto ce ne spiega gli scopi con una frase che vale la pena di riprodurre integralmente:

"Desiderosi li Signori Dilettanti di Musica di sempre più abilitarsi nel virtuoso suo esercizio per dar onore a Dio, splendore alla Patria, e lustro a se stessi, sonnosi risolti di unirsi, anzi vincolarsi insieme con una unione dolce, e permanente, dalla quale se ne possan sperare tutti li buoni effetti, corrispondenti a i suoi desideri. A tal fine hanno istituito fra loro una Congregazione, col titolo d'illustre Accademia mercè la quale si eserciteranno con notabile loro profitto ed invidiabile armonia. Inutili però sarebbero state le loro premure nel fare questa unione, se con saggia ed illuminata prudenza non avessero procurato di prevenire li funesti effetti, che dallo spirito di discordia ne sogliono derivare. Spirito, che purtroppo domina ogni ceto di persone anche le più sagie, e qualificate. Gelosi adunque di mantenere sempre la buona pace, ed armonia, e premurosi di mantenere il buon ordine, hanno ritrovato espediente, anzi necessario di formare una lege sopra cui stabilire questa sua unione accademica. Ad effetto di che hanno colla pluralità de voti eletti tre Delegati nelle persone de Signori Canonico Deffendente Molo; Fulgenzio Zezi, e Vincenzo Molo, acciò questi ne estendessero li Capitoli".


[Documento storico]

L'inizio del documento risalente al 27 febbraio 1785.


Il libro degli atti dell'Illustre accademia ne registra le decisioni essenziali ed ha fine (perchè sono finite le pagine) nel 1818. Non abbiamo documenti che ce ne provino la fine, ma nemmeno possiamo sapere in qual modo ne continuasse l'attività.
Il dottor Fratecolla, nel suo discorso, afferma che l'accademia (filarmonica e filodrammatica) si trasformò in accademia musicale. La sua attività si limitò quindi alla musica sotto la direzione dei Benedettini e "ne nacque così la società della banda che ne ereditò tutte le benemerenze". Dal 1839 in poi l'Accademia filarmonica registra di nuovo i suoi atti e la società, perchè tale ora è considerata (mentre nel 1785 si definiva "Congregazione") può prosperare grazie all'interessamento dei Benedettini che le mettono a disposizione il direttore artistico, padre Sigismund dell'ordine dei Benedettini, proveniente da Einsiedeln.
Sempre secondo l'avvocato Fratecolla, i Benedettini nel 1852 presero tutto l'archivio musicale dell'antica accademia e lo portarono alla casa madre. Ora, ciò avvenne non perchè non volessero lasciarlo alla società accademica, bensì perchè la società accademica non sapeva che farsene. E di ciò abbiamo notizia nei verbali ove possiamo leggere (è il 21 agosto 1839) che "il sig. Sacchi propone a scanso di spese, d'interessare il signor Fratecolla (il nonno dell'avvocato Casimiro) onde presti alla società alcune messe e sinfonie dell'antica accademia, ma il signor Benedetto Tatti fa osservare potersi poco di buono sperare da quell'Archivio in cui non v'è che musica vecchia, e la mozione Sacchi è abbandonata".

Evidentemente il signor Fratecolla, cui allude il verbale, era incaricato di custodire il vecchio archivio dagli illustri accademici che i benedettini conservarono a Bellinzona fino a quando non furono costretti ad abbandonare la nostra Città, nel 1852. Dal momento che non abbiamo un elenco di quella musica è assai difficile poter valutare l'entità di una simile perdita e non posso quindi sapere se quel Benedetto Tatti aveva torto o ragione.
Dai verbali del 1839 sappiamo invece che la banda vera e propria, formata sull'esempio dell'effimera banda militare cantonale portò tanto di uniforme. Era una banda come se ne poteva formare in un piccolo borgo che contava poco più di mille abitanti, ma che aveva il suo bravo regolamento ed un suo maestro. È vero il fatto invece che l'orchestra cessò di esistere nel 1855, mentre la banda crebbe e prosperò emanazione dell'accademia filarmonica e continuatrice dello spirito che ne aveva animato i fondatori.

Gioverà ricordare che i primi illustri accademici nel 1785 erano i seguenti signori:

Canonico Deffendente Molo
Prete Giuseppe Filippo Paganini
Fulgenzio Zezi
Fulgenzio Chicherio
Giuseppe Filippo Paganini
Vincenzo Molo
Carlo Taragnole
Tommaso Zezi
Fedele Pedotti
Teodoro Barazzetti
Giovan Pietro Fedele
Giuseppe Antonio Fedele.


L'esame dei verbali, dal 1839 in avanti, ci fornisce le solite notizie sulla vita di una società, ma sulle quali non mi posso soffermare. Sappiamo, da quei verbali, che nel 1844 soggiornò a Bellinzona un Maestro Prziborsky, capobanda di un reggimento piemontese, capitato chissà per quali motivi a Bellinzona: egli si incaricò per sei mesi dell'istruzione musicale dei soci esercenti e ricevette come compenso un onorario di lire 5 milanesi al giorno. Dal 15 agosto 1848 la società filarmonica assumeva quale direttore artistico il mo. Giuseppe Araldi, cui succedettero, nel 1870 il mo. Voda, nel 1877 il mo. Ronzani e nel 1878 il mo. Rossi.

Purtroppo non abbiamo nessuna notizia circa il periodo che va dal 1855 al 1880. Ma a partire da quella data abbiamo tutti i verbali della società che ci raccontano le alterne vicende di un corpo musicale organizzato secondo Statuti che - nella loro essenza - sono ancora validi al giorno d'oggi: essi furono elaborati dai signori Antonio Lussi, Ettore Fedele, Cesare Stoffel, Stefano Bacilieri ed Edoardo Jauch. Alla direzione artistica del corpo musicale viene chiamato, nel 1880, il mo. Lodovico Mattei che tenne la bacchetta direttoriale fino all'anno della sua morte, avvenuta nel 1918. Questo valente musicista fece di Bellinzona la sua seconda Patria e diresse sempre con entusiasmo e sensibilità artistica il nostro corpo musicale.
La presidenza della società venne tenuta per un breve periodo da Stefano Bacilieri e poi, fino al 1910 da Edoardo Jauch, uomo energico, avveduto e attivissimo e che diede alla vita della Società un'impronta personalissima. Basti dire che trovò i mezzi finanziari per dotare la banda di una nuova uniforme, nel 1903, raccogliendo quasi Fr. 5'000.- in sottoscrizioni private.

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Aggiornamento: 26 marzo 2006